Come anticipato i sistemi di scansione, sulla base di reticoli predefiniti,
permettono il rilievo automatico di una superficie ignota e velocizzano
il processo di acquisizione delle coordinate dei punti arrivando a memorizzare
oltre 1000 punti al secondo. Sono classificabili in sistemi a contatto
e senza contatto, i primi sono attualmente i pił consolidati diffusi presso
le aziende mentre i secondi solo ora iniziano a garantire le prestazioni
in termini di tolleranze dimensionali richieste per le applicazioni pił
sofisticate della Reverse Engineering.
Sono nati per soddisfare le esigenze dell’officina che sulla base
di un master doveva ricavare le parti maschio e femmina dello stampo e
solo da pochi anni, grazie all’evoluzione dei sistemi CAD, coinvolgono
anche le attività dei progettisti.
Utilizzano una sonda analogica di diametro noto per muoversi sulla superficie
del pezzo e acquisire i punti della stessa sulla base della deflessione
della stessa, rispetto ai sistemi senza contatto hanno alcuni punti di
vantaggio:
Per contro si hanno tempi di scansione più elevati e l’applicazione
di una forza sulla superficie che può rovinare il pezzo nel caso
di materiali delicati (cera, ...) o falsare la rilevazione nel caso di
materiali flessibili (elastomeri, ..).
Sono attrezzature portatili e consistono di un sensore a contatto da installare
sul mandrino di una fresatrice a controllo numerico o sulla testa di una
macchina di misura e di un software di gestione che dialoga in modo automatico
con l’unità di governo della macchina. Richiedono un tempo
di installazione ridotto e inferiore ai 60 minuti.
In abbinamento alla sonda sono anche disponibili applicativi software
che permettono, sulla base dei punti acquisiti, di effettuare numerose
elaborazioni di cui le più comuni sono:
Le tolleranze e ripetibilità sono inferiori 0.01 mm e le forze
applicate variano dai 100 a 300 g; il limite di questi sistemi è
quello di richiedere l’impiego delle fresatrici e macchine di misura
per compiti diversi a quelli per cui sono state acquistate sottraendo
tempo all’attività produttiva.
Sono sistemi, nati espressamente come ausilio alle attività progettuali,
che permettono il rilievo dei punti sulle superfici del pezzo senza la
necessità di un contatto fisico e associano questo vantaggio ad
una velocità di scansione superiore a quella dei sistemi a contatto.
Le precisioni e ripetibilità sono migliorate considerevolmente
nel corso degli ultimi anni e ci si spinge sino al centesimo di millimetro.
Sono macchine dedicate e vista la loro limitata diffusione presentano
ancora costi elevati, i principi seguiti per lo sviluppo dei sistemi sono
i seguenti:
Sistemi basati sulla triangolazione laser:
Il principio di lavoro consiste nella lettura della riflessione del
raggio laser da due sensori posti ai lati dell’emettitore laser,
sono costituiti da una testa che emette un fascio laser che viene trasformato
con un’ottica opportuna in una linea dello spessore di pochi decimi
di millimetro e da una o due telecamere con sensore CCD allo stato solido
che rilevano la posizione del raggio sull’oggetto. Le superfici
dell’oggetto da copiare devono assicurare la riflessione del fascio
laser ed in alcuni casi è necessario procedere al trattamento
con spray opacizzanti. Sul mercato sono disponibili numerose proposte
che si differenziano sostanzialmente per le dimensioni del campo di
lavoro, per la precisione e la tipologia di installazione.
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Sistemi basati sulla interferometria Moiré:
Il principio di funzionamento sfrutta l’interferenza meccanica
della luce che si genera quando due reticoli angolarmente sfasati e
costituiti da linee chiaro scure equispaziate vengono sovrapposti. Nascono
le cosiddette frange di Moiré che hanno la proprietà di
adagiarsi sulle superfici e permettono, tramite una sofisticata elaborazione
di immagini, la determinazione delle coordinate dei punti appartenenti
alla superficie stessa. Il vantaggio rispetto alla scansione laser consiste
nella maggior velocità di digitalizzazione del modello dal momento
che è disponibile per l’elaborazione l’intero campo
visivo della telecamera.
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contatto
Sistemi basati sulla fotogrammetria:
Le metrologie topometriche e fotogrammometriche rappresentano delle
tecniche ottiche molto potenti per l’elaborazione delle immagini
tridimensionali, le scene o gli oggetti da misurare vengono infatti
registrati ed analizzati sulle tre dimensioni. Si basano sulla triangolazione
ottica: la fotogrammetria impiega le immagini stereoscopiche ottenute
con diverse posizioni della telecamera, mentre quelle topometriche utilizzano
l’illuminazione con luce strutturata.
Il sensore del sistema può coprire volumi di misurazione che
variano da alcuni millimetri quadrati ad alcuni metri quadrati. Le configurazioni
dei sistemi con sensori a campi multipli o telecamere a colori consentono
un’acquisizione adattativa dei dati oltre che alla combinazione
della digitalizzazione 3D con l’elaborazione di immagini a colori.
Per l’integrazione su macchine di misura a coordinate e fresatrici
sono stati sviluppati dispositivi di calibrazione e routine di programmi
di semplice utilizzo che permettono un adattamento veloce ed affidabile
dei sistemi di coordinate del sensore rispetto al sistema di posizionamento.
Nel caso di sensori liberi l’adattamento e la combinazione delle
viste parziali è ottenuto grazie a elementi di riferimento (tipicamente
sfere calibrate) e non è necessaria la misurazione della posizione
dei punti di riferimento con altri tipi di metrologia.
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Sistemi basati sull'olografia conoscopica:
Il metodo di scansione è stato applicato inizialmente come strumento
per la misura delle dimensioni con elevata precisione per distanze variabili
da 0.04 micron a molti metri, successivamente sono stati realizzati
alcuni moduli che consentono l’utilizzo del metodo conoscopico
per un’estesa varietà di applicazioni industriali inclusa
la reverse engineering.
Il beneficio chiave dell’olografia conoscopica è l’indipendenza
da una fonte di luce coerente, questa proprietà supera i vincoli
pratici di stabilità e sensibilità di cui soffrono gli
strumenti interferometrici laser di tipo convenzionale.
Un ulteriore vantaggio è che questi sistemi ottici sono intrinsecamente
collineari, il che significa una relativa immunità a vibrazioni
meccaniche, rumore ottico e variazioni di temperatura.
La base fisica è l’interferenza ottica prodotta da cristalli
birifrangenti illuminati con raggi convergenti di luce polarizzata.
Un raggio di luce puntiforme monocromatico incoerente incide su di un
cristallo monoassiale (birinfrangente), all’interno di questo
il raggio viene diviso in due raggi separati (ordinario e straordinario)
che si propagano a velocità differenti lungo percorsi geometrici
identici. I due raggi sono caratterizzati da fronti d’onda separati
che emergono dal cristallo con distinti angoli di polarizzazione e di
fase. Le grandezze di queste quantità sono determinate dall’angolo
di incidenza del singolo raggio rispetto al cristallo. L’impiego
di filtri polarizzatori consente l’allineamento delle direzioni
delle componenti elettriche dei raggi, che sono successivamente divisi
e ricombinati per generare una frangia di interferenza all’uscita.
Come nell’interferometria classica, la spaziatura delle frange
è proporzionale alla distanza dal punto della riflessione.
Il vantaggio forse più importante è la capacità
di rilievo delle distanze di superfici metalliche nude e non preparate,
il sistema inoltre grazie alla sua struttura collineare è in
grado di risolvere topologie complesse con pendenze sino a 85°.
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Scanner ottico:
Definito anche sistema di cattura della geometria interna, consente
assieme alla tomografia il rilievo delle parti interne del modello fisico
ma ne prevede la sua distruzione. Il sistema esegue la scansione simultanea
della superficie interne ed esterna del pezzo. Rispetto ai tomografi
ha un prezzo di acquisto dell’80% inferiore e risulta più
preciso in termini di tolleranze dimensionali. Il pezzo di cui si vuole
recuperare la matematica viene inglobato con l’ausilio di un’opportuna
resina di riempimento, si ottiene in tal modo un parallelepipedo che
viene disposto sulla tavola di lavoro della macchina.
Una fresa provvede all’asportazione di uno strato di materiale,
a questo punto il parallelepipedo viene portato al di sotto di uno scanner
ottico che rileva il profilo della sezione successivamente il pezzo
viene riportato sotto la stazione di fresatura ed il processo riprende
fino al completamento della scansione.
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Tomografia computerizzata:
Visti gli elevati costi richiesti per l’investimento è
impiegata soprattutto nel settore metodo come strumento di indagine.
Un dispositivo rotante proietta un raggio X attraverso l’oggetto
e ne rileva la struttura mediante una successione di piani paralleli,
che contengono anche la geometria interna del solido. In uscita si dispone
una serie di immagini a livelli di grigio che rappresentano le varie
sezioni effettuate. Con pacchetti software dedicati è possibile
risalire al modello matematico tridimensionale utile per pianificare
gli interventi chirurgici.
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